07 Settembre 2009

I'm sorry

ma questo blog è praticamente on hiatus, mi trovate ai vari link che vedete nella colonna di fianco!!!  
va

 
07 Dicembre 2007

Majakovskij

majakovskij                    

              Majakovskij

Ho scritto una poesia con parole messe a caso
un piccolo inno alla follia
stilato con un pennino in rame
Si è ossidato subito, lui, nemmeno il tempo
di arrivare al lavandino.
Sono qui, lo fisso, è inutilizzabile.
Lo intingo di nuovo nell'inchiostro,
raggruma.
Penso lo terrò, su uno scaffale,
in una scatoletta trasparente
e un biglietto
con una riga tracciata al contrario.
Reperto di un sentimento labile
non guardo, scappo
nel Paese dove la mia mente è sovrana
e rido di queste patetiche sentimentalità.
Rido, con un sorriso sghembo ghignante
      una maschera
E mi tornano alla mente vecchie poesie che avevo odiato
e imparato a memoria,
animula vagula blandula.


 
17 Novembre 2007

(incompiuta)

come se la vita avesse un senso
come se la morte fosse un gioco
e neppure tanto bello o divertente
un luna-park della memoria
tra le pillole impreviste
di un disegno andato a male
allora io mi tufferei in una piscina senza tempo
dove l'acqua è immaginata
come pure l'aria attorno
sorriderei a quella mente che l'ha creata

 
10 Novembre 2007

bentornata a meeee

ciao!!! cosa voglio per natale? dei lacci per le scarpe delle cuffiette nuove e taaaaaaaaaaanta cioccolataaaaaaaaaa
 
16 Febbraio 2007

1

il tetto di un grattacielo è una piataforma di lancio per i sogni
 
10 Febbraio 2007

disperando

Donnez-moi des choses à faire,
je vous en prie!
Donnez-moi des choses à penser,
je vous en prie!
Donnez-moi des choses à dire,
je vous en prie!
parce-que moi, je vais mourir.
je vais mourir
comme un petit grain de sable
comme la puossière
comme le vent.
je ne peus plus crier
je peus seulement
crier
CRIER
CRIER

atmosfera

Un molo di legno vecchio, srotolato sull'acqua leggera. un lago sospeso ai confini del tempo mi guarda, ammiccando, come un fiore di loto al suo sbocciare. percepisco solo il silenzio. non il silenzio terso del vuoto cosmico, non il silenzio freddo delle catacombe, e nemmeno quello maestoso e impersonale delle grandi cattedrali vuote. 
è una sensazione avvolgente, rassicurante. sento quel silenzio accomodarmisi attorno come una poltrona nel salotto di casa,
 davanti al camino. un silenzio che nasce dal suo opposto, un silenzio che è fatto di suoni, di vite sottili che si intrecciano, ognuna
con il suo tempo e le sue leggi, indifferente alle altre. un molo che sembra parte della terra su cui è piantato, come la lingua di
una bocca senza denti e senza palato, che non serve ad articolare suoni, perchè essi hanno già vita propria; e il venticello inconsistente che li mescola, che li diffonde impercettibilmente sulla superficie dell'acqua, è lui il vero artefice del linguaggio del silenzio.

armonia

Il cerchio perfetto. Era lì, davanti a lui, e lo guardava con la stessa espressione di un colosso crisoelefantino. Non giudicava. Non supponeva. Nemmeno osservava. Era, semplicemente, totalmente.
Si mosse.
Non avrebbe dovuto, si fece male.
Si mosse di nuovo, ma non funzoinò ugualmente.
Non poteva.
Era perfetto.
Ovvero non modificabile in alcuna dimensione.
Era negazione del cambiamento, negazione della vita.
Chi era lui, per vincerlo? Cadde, sconfitto, su se stesso.
Si raggomitolò, si arrotolò, cercò di scomparire nello specchio senza fondo della sofferenza.
E lì, sguazzando, capì.
Il cerchio perfetto, lui,
non esisteva.
Non esisteva.
Si mosse. Funzionò.
Non si curò neanche dei frammenti: che servissero da richiamo a qualc'un altro.
 
28 Giugno 2006

aiuto

voglio andare al mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
troppo studio.
 
19 Giugno 2006

amare

ma che c'è di male se mi voglio ferire?
ma che c'è di male se mi voglio dire ti odio?
non avrei altro genio che la sua empietà
non alleggeriresti questo peso per me?
come si fa a vedere una via?
come si fa a giocare con la strada delle fantasie?
eppure, se guardo lontano e mi fisso allo specchio dei tuoi occhi, vedo il nulla.
cazzo.
no, oggi proprio non va.
non solo oggi.
e soprattutto, non mi vedo. malinconia. ma non voglio un dottore.
o meglio voglio un certo dottore.
oddio che frase terribilmente squallida e atrocemente inerte.
quanti avverbi.
io amo gli avverbi. e i gerundi.
un filo, di lino, davanti alla mia faccia. e una scia spumosa dietro la barca.
acqua, piccola folle, svegliati. io non ne sono capace.
una grossa ancora, della pittura nera, un vaso da fiori.
e neppure un dio. un Dio. Un dio. mah.
un dio che esce da dove, che guarda che cosa.
amare. non me lo vogliono lasciare scrivere.
parole.
e rabbia. impotenza. fastidio. tensione. armi.
una vita.
 
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